Simulazione terremoti per capire come mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare italiano

Sono iniziate alla sede del Centro Ricerche Casaccia dell’Enea una serie di prove sismiche realizzate simulando terremoti, che metteranno a dura prova una serie di edifici in muratura realizzati per questo scopo. Il fine è verificare quali siano le migliori tecniche per rinforzare gli edifici esistenti, problema quanto mai attuale nel nostro Paese.

Per realizzare le prove, che sono condotte da Enea in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tre sono stati realizzati degli edifici in scala reale, comprensivi di connessioni di diverso tipo, scelte tra quelle più diffuse nei centri storici delle città italiane e nelle zone montane dell’Appennino, le più soggette a movimenti tellurici.

Le prime prove sono state fatte ponendo la struttura edilizia, senza alcuna tecnica di rinforzo, su una tavola vibrante che riproduce i sismi, esperimento che ha prodotto risultati “devastanti” tra i quali il ribaltamento della parete in muratura. In questa maniera è stato verificato quanto sia fragile buona parte del patrimonio edilizio italiano e quanto necessiti di adeguamento sul fronte sismico.

E a proposito di ciò il laboratori dell’Enea faranno anche un’altra simulazione. La stessa parete distrutta in precedenza, infatti, è stata riparata rinforzandone la connessione con il resto della struttura utilizzando un nuovo sistema di fasciature con nastri in fibre di acciaio galvanizzato inglobate in malta idraulica naturale, una tecnica basata sull’uso di materiali a basso costo e facilmente utilizzabile per gli edifici storici.

Nel prossimo passaggio della sperimentazione la struttura rinforzata sarà, infatti, sottoposta a una serie di sollecitazioni sismiche identiche a quelle dei terremoti realmente accaduti negli ultimi quindici anni in Italia, basandosi sui dati forniti dalla rete sismica dell’Ingv. In questa maniera sarà possibile avere dati circa il comportamento degli edifici in caso di terremoti su diverse tipologie di terreno, ma non solo.

Una volta arrivati alla magnitudo del sisma realmente accaduto si proseguirà aumentando l’intensità fino alla distruzione dell’edificio, al fine di verificarne la resistenza e poter studiare i meccanismi di fratturazione e di collasso di queste strutture.

Per quanto riguarda l’acquisizione dei dati viene utilizzato un sistema di ultima generazione elettro-ottico, chiamato 3DVision, che utilizza una serie di telecamere ad alta risoluzione che sono in grado di registrare il movimento di una serie di marcatori posti sull’edificio registrandone in tempo reale il movimento durante i sisma.

I dati registrati in questa maniera saranno successivamente elaborati e saranno anche messi a disposizione in tempo reale alla comunità scientifica che potrà seguire le prove in remoto, interagendo in tempo reale attraverso un laboratorio virtuale DySCo (Structural Dynamics, numerical Simulation, qualification tests and vibration Control), creato per l’occasione dal Laboratorio di Qualificazione di Materiali e Componenti dell’Enea Casaccia.

 

09/12/2013

Fonte:

http://www.tekneco.it

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