Economia e Fisco

Chi deve pagare i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria negli immobili in affitto? Inquilino o proprietario?

La manutenzione ordinaria e straordinaria della casa comporta dei costi in parte a carico del proprietario dell'immobile e, in caso di contratto di affitto, in parte a carico dell'inquilino. Entrambi le parti del contratto di locazione devono rispettare dei doveri sulle spese di manutenzione dell'immobile.

Manutenzione straordinaria. Il proprietario di un immobile affittato hanno il dovere di affrontare il costo delle spese di manutenzione straordinaria. L'onere delle spese straordinarie è interamente a carico del proprietario che, eventualmente, può rifarsi applicando un canone di locazione maggiore al momento della stipula del contratto di locazione. Le spese straordinarie sono a carico del proprietario indipendentemente se queste rispondano o meno ad un obbligo di legge. Il proprietario dell'immobile deve affrontare le spese di riparazione necessarie per mantenere in buono stato l'immobile. In caso di urgenza, previa comunicazione al proprietario, l'inquilino può affrontare le spese di riparazione per ripristinare il buono stato dell'immobile (es. riparazione caldaia) addebitando successivamente al proprietario tutte le spese sostenute. Eventuali danni causati a terzi (es. infiltrazioni d'acqua) sono a carico del proprietario.

La dichiarazione IMU andrà presentata entro il 4 febbraio 2013

E’ stata fissata al 4 dicembre la data di presentazione ufficiale della dichiarazione Imu. La  dichiarazione va presentata quando sussiste una variazione del possesso di un immobile, ma non è necessaria quando si tratta dell'abitazione principale, a meno che i coniugi non hanno residenze diverse nello stesso Comune.

Hanno, dunque, l’obbligo di presentare la dichiarazione i titolari di immobili che godono di riduzioni di imposta, come fabbricati di interesse storico-artistico; fabbricati inagibili o inabitabili; immobili che godono di riduzioni di aliquota deliberate dai comuni; fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita; e terreni agricoli.

Seconda rata IMU 2012: scadenze, modalità pagamento, modelli e procedure

L’ultimo pagamento Imu, in scadenza il prossimo 17 dicembre, potrà essere effettuato tramite il modello F24, cartaceo o online, o tramite Poste Italiane. Per quanto riguarda tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale e dai fabbricati rurali strumentali, bisognerà assegnare allo Stato una quota fissa definita con l’aliquota dello 0,38% annuo (0,19% per il saldo) e assegnare al Comune la quota residua.

Per sapere quanto si pagherà bisogna moltiplicare per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l’aliquota decisa dal proprio comune di residenza, in base alla tipologia di immobile e dal totale ottenuto bisognerà poi sottrarre le deduzioni forfettarie, uguali a 200 euro più ulteriori 50 euro per ogni figlio a carico fino a 26 anni d’età.

Come calcolare e pagare saldo IMU dicembre 2012

Il 17 dicembre i cittadini italiani sono chiamati a saldare l’ultimo pagamento Imu, la nuova imposta sulla casa che da quest’anno ha sostituito la vecchia Ici. Secondo le prime stime, l’impatto dell’Imu e l’aumento delle aliquote base stabilita dai diversi Comuni di Italia avrà un costo molto pesante nelle tasche delle famiglie italiane.

Per sapere quanto si pagherà bisogna moltiplicare per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicare l’aliquota decisa dal proprio comune di residenza, in base alla tipologia di immobile e dal totale ottenuto bisognerà poi sottrarre le detrazioni forfettarie, uguali a 200 euro più ulteriori 50 euro per ogni figlio a carico fino a 26 anni d’età.

Presentazione obbligatoria della dichiarazione IMU per chi beneficia delle riduzioni per fabbricati inagibili, inabitabili, interesse artistico: come compilare il modello

Deve essere presentata a febbraio 2013 la dichiarazione Imu 2012. Ad avere l’obbligo di presentazione sono i titolari di immobili che beneficiano di riduzioni di imposta, come per fabbricati inagibili o inabitabili, di interesse storico-artistico, o che godono di riduzioni di aliquota deliberate dai comuni, fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, terreni agricoli; cioè nei casi in cui il comune non conosce le informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria; dall’amministratore di condomini per conto di tutti i condomini e nel caso l’amministrazione riguardi più condomini, per ognuno di essi va presentata una dichiarazione Imu distinta; e dai coniugi separati assegnatari del diritto di abitazione della casa.

Non è, invece, soggetta all’obbligo di dichiarazione l’abitazione principale, poiché i comuni hanno già tutti i dati che servono grazie all’incrocio con l’anagrafe. E in base a questo principio, non vanno dichiarate neanche le pertinenze dell’abitazione principale.

I beneficiari di riduzione imposta IMU 2012 sono tenuti alla presentazione obbligatoria della dichiarazione IMU 2012

I soggetti titolari di immobili che beneficiano di riduzioni di imposta, come per fabbricati inagibili o inabitabili, di interesse storico-artistico, o che godono di riduzioni di aliquota deliberate dai comuni, fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, terreni agricoli; e cioè nei casi in cui il comune non conosce le informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria; dall’amministratore di condomini per conto di tutti i condomini e nel caso l’amministrazione riguardi più condomini, per ognuno di essi va presentata una dichiarazione Imu distinta; e dai coniugi separati assegnatari del diritto di abitazione della casa: queste le categorie di coloro che dovranno obbligatoriamente presentare la dichiarazione Imu 2012.

Non si dovrà, invece, presentare la dichiarazione per l’abitazione principale, perché i Comuni, grazie all’incrocio dei dati con l’anagrafe, sono già a conoscenza di ogni valore che serve.

Anche i professionisti potranno liquidare l’IVA per Cassa: disposizioni contenute nel Decreto Sviluppo 2012

Il nuovo regime dell'IVA per cassa sarà presto in vigore. Prima ancora dell'invio alla Gazzetta Ufficiale, il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato il decreto che dà attuazione alle disposizioni per la liquidazione dell'IVA secondo la modalità "per cassa", contenute nel Decreto Sviluppo (DL 83/2012, art. 32 bis).

Con il nuovo regime per cassa, dal 1° dicembre, la possibilità da parte di chi emette fattura, di versare l'IVA  solo al pagamento del corrispettivo, sarà ampliata ad un maggior numero di contribuenti. Potranno beneficiarne imprese e professionisti con volume d'affari fino a 2 milioni di euro. Oltre all'innalzamento di tale soglia, (nell'attuale regime, definito dall'art. 7 del Dl 185/2008, è pari a 200 mila euro), la novità è che una volta esercitata l'opzione di aderirvi, il regime sarà applicato a tutte le fatture emesse e ricevute,  inoltre il committente o l'acquirente potranno detrarre l'IVA senza aspettare il pagamento del corrispettivo.

Cosa è e come funziona la tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)

Diverse sono le nuove misure contenute nella Legge di stabilità 2012-2013 appena approvata dal governo e tra queste figura quella che fa riferimento all’introduzione anche in Italia della cosiddetta Tobin Tax, da cui reperire risorse, insieme alla spending review, le risorse per dare attuazione ad alcuni provvedimenti del nuovo Dl.

La Tobin Tax è una tassa sulle transazioni finanziarie, introdotta nel 1972 dal premio Nobel per l’Economia James Tobin, per colpire tutte le transazioni sui mercati con l’obiettivo di stabilizzare i mercati, penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine.

Cosa prevede la nuova tassa sui prodotti finanziari (conti deposito, conti correnti, azioni e obbligazioni)?

E’ in arrivo una nuova tassa che colpirà tutti i titolari di conti correnti, obbligazioni, azioni e conti deposito, indipendentemente dalla somma ‘parcheggiata’.

Che si tratti infatti di milionari o cittadini dal conto corrente ‘normale’, tutti dovranno pagare al Fisco un bollo pari a 34,20 euro, perché il prelievo sui prodotti finanziari (pari all'1 per mille nel 2012) ha un minimo pari, appunto, a questa cifra. Gli unici esenti dal pagamento di questa imposta sono coloro che hanno meno di 5 mila euro di giacenza media sul conto.

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